Epoche Romane
Con l'instaurazione della dominazione romana nel Sannio, in seguito alla fine delle guerre sociali, l'agro di Colli venneannoverato in quel "tractus ille celeberimus, venafranus ager" (Cfr. Cicerone, Pro Plancio 22) come si soleva all'epoca definire la città di Venafro, colonia romana, ed il territorio ad esso limitrofo quale era la Valle del Volturno.
A quest'epoca, I sec. d.C., risalgono infatti alcuni insediamenti del tipo paganico-vicano, rintracciati presso le località collesi di Casaleni, Spinaro, Valleporcina, S.Antonio, Valloni, Cerreto, S.Vito e Casriglioni.
Si Tratta di consorzi rurali che popolarono in buon numero il territorio collese dal 1° al VI secolo d.C..
Tra i ruderi di questi insediamenti sono state rinvenute alcune lapidi che ricordano la presenza nel luogo di famiglie iscritte ai clan di Roma e trasferite poi nell'agro di Colli ai tempi della centuriazione "venaframus ager".
Acquedotto Romano
Abbiamo notizie di famiglie dei Percenni e degli Hannoni presenti a Castiglioni, dei Terentini a Valleporcina secondo l'attestazione di un cippo sepolcrale.
Con questi numeri di estrazione romana, convivevano famiglie discendenti dai Sanniti e rimasti sul posto per essere sfuggiti al genocidio sillano del 293 a.C..
Un'epigrafe prediale rinvenuta a Valleporcina, ricorda un certo C.Sattio, ivi dimorante con la sua famiglia.
E' risaputo infatti che i Sattii erano di discendenza sannitica e presenti a Venafro nel II secolo a.C.- All'epoca Augustea risale il ripristino dell'acquedotto romano del Volturno iniziato e sospeso nelle epoche repubblicane. Il condotto idrico che adduceva le acque delle sorgenti del Volturno a Venafro, Proprio a Colli sono stati rinvenuti i tratti più interessanti che rivelano la struttura dell'intero impianto quali i "pontes", i "canales", alcuni "speca", delle "substruziones" e una serie di cippi sui quali veniva replicato l'ordine dei magistrati alle acque di Venafro di non praticare alcuna piantagione per otto passi a destra e otto a sinistra lungo il percorso sotterraneo dell'intero cunicolo. Gli abitanti del luogo potevano tuttavia attingere l'acqua dal condotto, mediante "fistulae" in piombo o in terracotta, largamente rinvenute nell'agro collese.
Busto di epoca Augustea
Pure all'epoca Augustea risalgono alcuni ponti che guadavano il Volturno ed altri torrenti in agro di Colli. Tra questi si ricorda il ponte sul Volturno presso la contrada "Raddi". L'impianto ha tuttavia conservato integra la struttura delle "subcostruziones" mentre il ponte vero e proprio è stato ricostruito più volte a causa dei danni provocati dalle alluvioni del sottostante fiume.
