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L'Ambiente

La Caccia

Parlare di questo argomento, in questi momenti, e da parte di "chi" trova prioritaria la salvaguardia dell'ambiente, diventa arduo e potrebbe apparire incoerente ma vogliamo raccontare di uno sport praticato nel territorio, premettendo che questa attività non è poi gestita in maniera indiscriminata.

Le varie leggi che si sono susseguite in proposito in vicinanza del Parco Nazionale D'Abruzzo (zona contigua) fanno in modo che questo sport, possa essere praticato in maniera molto limitata. Numerose specie di animali sono protette, altre purtroppo sono in aumento, tanto da dover auspicare un loro abbattimento per ricreare quell'equilibrio ecologico che possa impedire che loro stesse producano danniall'ambiente e alle altre specie animali. Ad esempio i Cinghiali, che per le loro dimensioni e per l'elevato numero che si riproduce ogni anno, nelle loro migrazioni sul territorio, producono spesso danni alle colture. Ne tantomeno senza l'intervento del cacciatore, si può pensare di eliminarli. Lo stesso discorso per le Volpi che imperversano nel territorio e sono da sempre considerate nocive, perché si nutrono di altri animali selvatici e non, tant'è che spesso fanno razzie nei pollai situati nelle borgate del paese. Il paesaggio e la presenza nell'ambiente, del cacciatore, spesso ricrea quelle condizioni di equilibrio ecologico che potrebbero venire meno. Tiene puliti i sentieri ed egli stesso esercita un controllo sul bracconaggio e sugli abusi. Le principali specie di animali pesenti sono La Lepre, Il Fagiano, Le Starne e poi un buon numero di specie di passo come le Anatre, Le Quaglie, Le Beccaccie, Gli Storni. E' uno sport molto praticato, ma ripetiamo, nella maniera in cui si svolge non è dannoso. Negli ultimi anni molti "cacciatori" hanno modificato le loro abitudini e la loro passione, dedicandosi spesso alla ricerca dei "tartufi" avvantaggiati dal possedere cani che hanno addestrato anche a questo scopo. E' evidente che ciò che spinge molti a praticare questo sport è l'amore per l'ambiente e l'aria aperta. Ultimamente si è costituita una Associazione che intende realizzare una riserva "faunistico venatoria" in grado di ospitare i numerosi cacciatori che da altre regioni limitrofe, intendono praticare questo sport; tale Associazione si preoccuperà di ripopolare con selvaggina, una vasta area di circa 150 ettari, di delimitarla opportunamente e di regolamentarla, affinché la caccia non venga praticata indiscriminatamente a danno dell'ambiente e della popolazione.
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